Rapporto sulle PMI e le economie locali: il capitale umano è poco formato

Posted by F. Forestiero • Giovedì, giugno 24. 2010 • Category: Numeri e statistiche

Il sistema camerale italiano ha intenzione di attivare dei percorsi di alternanza scuola-lavoro con lo scopo d’incentivare la formazione professionale dei lavoratori.
L’esigenza è nata a seguito di uno studio condotto da Unioncamere e dall'Istituto Tagliacarne sul rapporto tra piccole e medie imprese ed enti locali.
I risultati di tale ricerca sono stati presentati ieri (23 giugno 2010) a Roma, durate la 1a Assise degli amministratori camerali.


Il Rapporto sulle PMI e le economie locali (così si chiama lo studio) ha evidenziato come per combattere la crisi occorra più attenzione alle infrastrutture, ai servizi e, appunto, alla formazione del capitale umano.


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Confindustria, la mappa dei rischi per le imprese

Posted by F. Forestiero • Mercoledì, giugno 16. 2010 • Category: Numeri e statistiche

2010, la preoccupazione maggiore è il calo della domanda e degli altri effetti collegati alla crisi.

Questo il principale risultato di Afferrare il futuro, lo studio fatto dai Giovani Imprenditori di Confindustria in collaborazione con il Gruppo Allianz.

La ricerca, presentata in occasione del tradizionale appuntamento annuale organizzata a Santa Margherita Ligure, ha evidenziato che il numero delle imprese che individua nel calo della domanda il rischio più grosso è pari al 42,1%.


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OCSE: disoccupazione a 8,9%

Posted by F. Forestiero • Martedì, giugno 15. 2010 • Category: Numeri e statistiche

Rispetto al 2009, nel Belpaese i disoccupati in più sono ben 3,3 milioni, per un totale di 46,5 milioni.
Il mese di rilevamento è quello di Aprile 2010.
Periodo in cui in Italia si è registrato un incremento dell’1,5% (rispetto a dodici mesi prima), facendo registrare l’8,9%, contro la media dell’area OCSE che è dell'8,7%.
Dallo spesso rapporto, è venuto fuori che chi sta peggio di noi sono la Spagna (19,7%), la Repubblica Slovacca (14,1%), l'Irlanda (13,2%), il Portogallo (10,8%), l'Ungheria (10,4%) e la Francia (10,1%).
La media europea è superiore di poco al 10%.
I paesi del G7 fanno registrare una disoccupazione dell'8,4%.


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La qualità della vita delle imprese italiane

Posted by F. Forestiero • Venerdì, giugno 11. 2010 • Category: Numeri e statistiche

Bolzano è la città italiana in cui le aziende stanno meglio. Per densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso, burocrazia credito, tempi della giustizia civile, legalità, servizi pubblici locali e infrastrutture.
A rilevarlo è lo studio dell’Indice sulla qualità della vita dell'impresa, che ha preso in esame ben 103 città italiane.
Più in generale, è tutto il Nord ad avere una migliore condizione economica. Subito dopo la città del Trentino Alto Adige, infatti, troviamo Trento e Rimini.
Bene anche Prato, Lecco e Varese, Ravenna, Trieste e Forlì-Cesena e Sondrio.
La Capitale è al 69esimo posto, battuta anche da Viterbo (65esimo).

Specularmente, il Mezzogiorno sta molto peggio. In particolare la Calabria, presente con tutte le provincia in fondo alla classifica: Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone, sono precedute di poco da Caserta, Cosenza, Reggio Calabria, Siracusa, Napoli, Enna e Taranto.
Tra le regioni che mostrano condizioni favorevoli per "fare impresa" c'è l'Abruzzo, mentre al Centro troviamo la Toscana.
Per pressione fiscale, le migliori sono: Aosta, Bolzano e Trento. Le peggiori: Napoli, Viterbo e Latina.


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e-commerce: +16% nel Belpaese

Posted by F. Forestiero • Lunedì, maggio 24. 2010 • Category: Numeri e statistiche


Cresce l’e-commerce italiano, con un +16% sulle vendite realizzate, pari a 1.425 milioni di euro (6.505 stimati per fine anno). Questi i risultati della ricerca condotta dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, realizzata in occasione dell’e-Commerce Forum 2010. Lo studio, condotto su oltre 200 casi pratici, restituisce una fotografia del mercato italiano online ed analizza le principali evoluzioni strategiche nel primo trimestre 2010. Secondo i dati raccolti, i segmenti che fanno registrare un netto miglioramento sono l’abbigliamento (+51%), l’informatica di consumo (+23%), l’editoria (+19%), la musica (+19%) e le assicurazioni (+18%).

Tuttavia, nonostante i risultati positivi registrati per i primi mesi del 2010, l’eCommerce B2c nel 2009 ha chiuso a quota 5.637 milioni di euro ovvero il -2% rispetto al 2008. A dicembre dello stesso anno, però, già si evidenziava una crescita delle vendite di abbigliamento (+39%).

Dalla stessa ricerca è emerso anche un altro aspetto: si è ridotto il valore dello scontrino medio che è passato da 240 a 215 euro.

 “Nel primo trimestre del 2010 – ha affermato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano – l’e-commerce B2c ha ripreso il percorso di crescita che si era temporaneamente arrestato nel 2009, facendo registrare un aumento del 16% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Se nel 2009 poco più del 60% delle aziende analizzate dichiarava di crescere, nel 2010 la quota di aziende in crescita sfiorerà il 90% e, di queste, il 35% dovrebbe essere in crescita di oltre il 30% e il 31% tra il 10 e il 30%. Ad oggi stimiamo un incremento, anche se in misura diversa, in quasi tutti i principali comparti merceologici sia nell’ambito dei servizi che dei prodotti. Cresceranno complessivamente sia lo scontrino medio (+6%) in virtù dell’incremento che si dovrebbe registrare per Assicurazioni e Turismo sia il numero di ordini (+13% su base annua) grazie al contributo di tutti i settori. Bene anche l’export che per il 2010 dovrebbe finalmente superare il miliardo di euro, grazie agli ottimi risultati di Abbigliamento e Turismo. Non dimentichiamo infine che l’eCommerce resta, anche a fine 2009, il più importante tra i mercati digitali consumer (intesi come tutti quei mercati rivolti al consumatore finale, basati su piattaforme digitali), seguito dal Gioco online (con oltre 3,6 miliardi di euro), il vero fenomeno “dirompente” degli ultimi due anni nel nostro Paese.”


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Hi-tech: un tesoro dimenticato da 6 miliardi di euro

Posted by F. Forestiero • Mercoledì, maggio 19. 2010 • Category: Numeri e statistiche

Sono oltre 21 milioni gli italiani che possiedono oggetti hi-tech inutilizzati.Stando all’Added Value, un indagine commissionata da eBay, gli oggetti tecnologici “abbandonati” sono in mano al 53% degli italiani. Ed ovviamente, al primo posto ci sono i cellulari. Che, insieme ad iPod e smartphone, vengono sostituiti ogni 2-3 anni. Seguono lettori DVD, televisori LCD e macchine fotografiche digitali.
Una percentuale alta degli intervistati (ben il 41%) dichiara di conservare i vecchi gadget tecnologici perché “possono sempre servire”. Mentre il 38% li butta e il 22% se ne dimentica del tutto.
Sempre secondo l’Added Value, questa massa hi-tech dimenticata, potrebbe avere un valore notevole: ben 6 miliardi di euro, se rivenduti. Ma al momento, purtroppo, solo il 7% degli intervistati ha dichiarato di voler mettere in pratica questa possibilità.


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Mettiamoci la faccia: +11%

Posted by F. Forestiero • Martedì, maggio 18. 2010 • Category: Numeri e statistiche


Cresce Mettiamoci la faccia, l'iniziativa fortemente voluta dal Ministro Brunetta. Nell'ultimo mese gli uffici che si sono dotati delle famose emoticon sono stati più di 300. L’11% in più rispetto al mese di marzo.

Gli sportelli in cui sono state istallate le note “faccine” sono ormai 1.250. In ministero ha diffuso anche i dati della distribuzione territoriale di Mettiamoci la faccia. Nella nota si legge che la maggior parte degli sportelli si trova al Nord Est (87 sedi e 347 sportelli). 

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OCSE: SALARI, ITALIA PEGGIO DI GRECIA, SPAGNA E IRLANDA

Posted by F. Forestiero • Giovedì, maggio 13. 2010 • Category: Numeri e statistiche

Il carico di tasse e contributi che gli italiani pagano è eccessivo.
A riportarlo è il rapporto Taxing Wages sulla pressione fiscale pubblicato dall’OCSE.
La stima ha l’obiettivo di fotografare la pressione fiscale di un Paese ed analizzare le misure che gli stati membri adottano per migliorare la situazione.
Secondo il rapporto del 2009, in Italia, chi sta peggio sono i single, che versano in situazioni difficili a causa della quasi totale mancanza di agevolazioni. Tale andamento è confermato anche dal fatto che, per le coppie monoreddito con due figli a carico, il cuneo fiscale diminuisce dal 46 al 35,7%.
La stima è realizzata analizzando la pressione fiscale nei vari paesi e monitorando la differenza tra costo del lavoro, sostenuto dal datore, e il reddito percepito dal dipendente al netto dei contributi da versare.
In entrambi i casi, single e coppie, a livello OCSE, la pressione fiscale evidenzia dei decrementi, a volte, anche notevoli.
Per quanto riguarda i salari, l’Italia si piazza al 23esimo posto della classifica OCSE, con il 16,5% in meno rispetto alla media, sia nel caso di lavoratori single che nel caso di lavoratori con famiglia.
In sostanza, i salari italiani sono mediamente inferiori non solo a quelli di Paesi come USA, Francia, Regno Unito, Germania, ma anche agli stipendi di altri Paesi europei che sembrerebbero in maggiori difficoltà economiche, come Grecia, Irlanda e Spagna.
Il salario lordo medio annuale in Italia è di 26.181 €.


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