Il Rapporto Assinform 2010

Posted by F. Forestiero • mar 25 maggio 2010 • Category: Eventi e convegni

È stato presentato a Milano il Rapporto Assinform 2010. Alla presentazione hanno preso parte, oltre a Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, anche Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato NetConsulting, Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo Messina, responsabile co-direzione IT BNL-BNP Paribas, Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato e Carlo Privitera, Chief Information Technology Officer di Luxottica.


Il rapporto Assinform ha mostrato come nel 2009 ci sia stata una tendenza positiva per gli investimenti IT. Una tendenza che riguarda ben il 40% delle imprese informatiche. Anche i budget IT, infatti, sono risultati in aumento, circa del 22% nel caso della spesa corrente.
Per quanto concerne l’occupazione, invece, è stata evidenziata una situazione di stabilità (dal 64,9% al 70,2%). Questa, tuttavia, non riguarda le medie aziende IT (tra 50 e 249 addetti), in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Né tantomeno i consulenti, dove le percentuali indicano un aggravamento sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%).


I tagli alla spesa IT, che nel 2009 sono stati dell’8,1%, sono calati del 9,5%, quello delle banche del 10,4%, delle TLC del -9,4%, del mercato consumer del 6,2%, dei trasporti del 7,7. Preoccupante è parsa la situazione della Pubblica Amministrazione. Nel 2009, ha subito un calo del  4,3%. La sanità del 3,7%. Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di 2.297 milioni di euro. Il confronto con l’estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato italiano si è contratto di più del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia – 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull’intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$).


Durante l’incontro il presidente Angelucci ha dichiarato: «La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di – 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del 2009. Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l’IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita».


Rapporto Assinform 2010«Le cattive notizie – ha continuato Angelucci - riguardano il peggioramento dell’occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell’economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che spesa negativamente sul processo di modernizzazione; l’approfondimento del nostro gap tecnologico con l’estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività».

«Se ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita – ha proseguito Angelucci – bisogna essere altrettanto consapevoli che l’accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all’efficienza e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese. Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform sta cercando di fare la sua parte per sostenere l’innovazione. Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo dell’offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese IT, dall’altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa e Mediocredito Italiano, che ha portato alla
disponibilità di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire in nuovi progetti IT».

«Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato – ha concluso poi il presidente - perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l’efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Né lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all’innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l’IT, come i progetti per l’e-government e per l’infrastrutturazione digitale del Paese».
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